
Una filosofa in erba (e in miniatura), affetta da una insanabile dipendenza da carta e inchiostro.
un'idilliaca cittadina del nord Italia, futura capitale del mondo.
Leggere
Scrivere
Filosofare
Pensare a come conquistare il mondo
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La cosa piĂą difficile a questo mondo? Vivere! Molta gente esiste, ecco tutto.(Oscar Wilde)
La disumanitĂ del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.(Isaac Asimov)
Ama l'arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno.(Gustave Flaubert)
Io credo che un artista non si debba mai prostituire se non per denaro.(Beppe Grillo)
Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà .(Woody Allen)
Come chiami un uomo che sposa un altro uomo? Parroco.(Benny Hill)
delirio diFos87
alle 08:12
del giorno: sabato, 09 agosto 2008
Grazie per i commenti (1)
Ragazzi, finalmente esco dalle tenebre degli esami e torno a postare!!!! Rieccomi, luce del giorno!!!
Il metallaro medio suona: può avere l’orecchio musicale di paguro, la voce musicalissima della sirena della polizia, ma lui suona lo stesso. Fateci caso, guardatevi intorno per un attimo –me ne basta uno solo –e focalizzate l’attenzione sul primo metallaro che vi trovate davanti: alla domanda “Suoni qualche strumento?” risponderà quasi certamente di sì (gli esemplari che diranno di no sono quelli che desiderano suonare, ma non hanno ancora iniziato), con una percentuale vicina al 99,9999% di mirabolanti chitarristi, una miriade di giovani Malmsteen pronti a comparire sulle scene. Se poi vi azzarderete a domandare se fa parte di una band, beh, allora toccherete il 120% di risposte positive.
Questo perché il rapporto del metallaro medio con la musica è stranamente stretto, simbiotico come in quasi nessun altro genere; al contrario del pop, dell’house, della disco, il metal ha dei cultori pronti ad esaminare ogni singolo assolo nota per nota, a collegare tra loro le sonorità più impensabili, a vedere i riferimenti più deliranti nell’uso di quel si mezzomaggiore (ma anche un po’ minore) proprio di fianco al doppio do diesis carpiato. Robe del genere si ritrovano solo nei fanatici di musica classica, nei nerd alle prese con l’ultimo videogioco uscito e nei serial killer. Fatto sta che, una volta avvolti dalla magica grandezza della musica, è praticamente impossibile resistere (anche se spesso sarebbe decisamente meglio) alla tentazione di prendere uno strumento in mano o, almeno, di far parte di una band. Basta stare in sala prove, respirare l’odore degli strumenti e ascoltare gli altri, consigliarli, per essere felici; d’altra parte coloro che suonano non si lamentano di certo, a patto che si contribuisca non solo con le parole ma anche con il portafogli.
Queste strane creature che fanno da ancelle ai musicisti –delle specie di groupie dei poveri –non hanno un vero e proprio ruolo e, a conti fatti, non si capisce bene cosa ci guadagnino; alcuni prenotano un futuro ruolo da manager, altri fanno da front man, da fotografi, o eventualmente sostituiscono un membro temporaneamente assente. Non ho idea, poi, di quanti di questi rimangano effettivamente nella band una volta che abbia raggiunto il successo: il manager dei Nightwish era per caso compagno di classe –che ne so –del bassista, girava con loro per le sale prove e ci provava sfacciatamente con Tarja? O forse il proprietario dell’ufficial fans club del Sonata Artica –ora magari uomo giovane e affascinante, terribilmente influente nel campo della musica –una volta era un nerd come pochi, vicino di casa di quella testa calda di Jani e fotografo ufficioso della neo-band? Ed infine, che fine ha fatto colui che sostituiva Van Halen quando era costretto a casa da una punizione, presa per aver pensato più all’accordo ideale per quella canzone che al compito di matematica?
Mistero.
Mio fratello fa parte, insieme ad Andrea, di una band –i Neverwinter –metal ma anche un po’ rock, con influenze dal power metal ma anche dall’heavy, insomma, chi più ne ha più ne metta. Come ogni band che si rispetti, anche loro hanno dei membri “inutili” dal punto di vista strettamente musicale, che fungono essenzialmente da supporto morale e che hanno i compiti più diversi: in primis c’è Dario, virtuoso del citofono (e a tempo perso batterista), addetto a foto e video (in teoria), seguito da Miriam, ex di un ex non-si-sa-bene-cosa del gruppo (ma questa è un’altra storia), capace di suonare praticamente tutto, jolly dei Neverwinter. Manca qualcuno? Non temete, (forse) c’è lei! Mi pare di aver capito che è anche membro effettivo di un’altra band. Ed infine c’è mio cugino Alessandro, detto “Inghi per cui” o semplicemente Alol, che fa essenzialmente il tifo.
Ognuno di loro è inutile in maniera fondamentale, insostituibile proprio in virtù della futilità del suo ruolo: ragazzi, di chitarristi nuovi ne trovate quanti ne volete (pure troppi), ma dove lo recuperate un altro fotografo che non fa le foto? E una jolly che ti suona chitarra, basso, batteria e canta pure? E un…un…due minuti che ci penso. Comunque la verità è che, senza di loro il gruppo non sarebbe lo stesso.
E la sala prove costerebbe molto di piĂą.
delirio diFos87
alle 09:39
del giorno: domenica, 20 luglio 2008
Grazie per i commenti (13)
Felpa rigorosamente senza marca, jeans dall'orlo sdrucito, scarponi anche quando il sole fonde l'asfalto, senza parlare dei capelli sempre troppo lunghi e della barba perennemente incolta; caso perso da ormai diciotto anni, l'Essere con il suo "barbon-style" si è dimostrato immune a qualsiasi barlume non dico di moda, ma almeno di buon gusto. Ciononostante non me la sento di condannarlo, non in questo momento.
E neanche in questo decennio.
A dir la veritĂ nemmeno nell'ultima metĂ del secolo.
La parabola discendente della
moda dura da quasi settanta anni, tra bassi e fosse delle Marianne:
ha coinvolto tutti coloro che conosciamo e amiamo, ha stretto nelle spire di
magliette psichedeliche il Papi, ora rispettabile e
ordinatissimo maitre d'hotel; ha alzato la scarsa statura della Madre su zeppe
vertiginose; ha cotonato i capelli della Zia Rosi e infilato
"Ne vuoi una anche tu?" mi domanda con fare innocente, mentre io distolgo lo sguardo discretamente disgustata e reprimo a fatica una risposta scandalizzata.
"No, grazie", sibilo, immaginando le mie povere cuginette con quelle robe addosso, anime candide catturate dallo sbrilluccichio delle riviste patinate, di pubblicità crudeli e di reality show; l'Essere non commenta, ma scorgo una lacrimuccia far capolino da sotto gli occhiali. Un paio di truzzi buttano un occhio passando, incrociando appena lo sguardo omicida di mio fratello, che snuda le zanne pronto all'attacco; blocco appena in tempo il suo slancio vendicativo (e suicida): non è colpa loro, questa volta i truzzi non sono i colpevoli, ma le vittime.
"Vittime?" mi guarda scandalizzato, ancora troppo addolorato per comprendere.
"Esatto: il truzzo segue la moda sempre e comunque, no? –l'Essere annuisce, un occhio su di me e uno sulla diabolica busta della Madre (ebbene sì, è capace pure di questo) –Quindi può essere assurda quanto vuoi, ma loro la seguiranno, sta nel loro dna; detto questo, come fai a colpevolizzare codeste menti deboli e limitate? Non è colpa loro se danno un esempio tanto negativo, non si rendono conto della degenerazione cui danno luogo (non ne sarebbero nemmeno in grado, ad onor del vero)".
"Ma Gabri e Chicca non sono truzze: ascoltano i Nightwish, i Vision Divine…Insomma, magari vanno più sul goth, ma sempre metal è: stanno dalla parte giusta della barricata e LORO –indica con dito inquisitore un branco di truzzetti –cercano di cambiare le cose facendole diventare come lo…" a questo punto la voce gli si spezza e non riesce più ad andare avanti. Poggio una mano sulla sua spalla, a mo' di conforto, la mente rivolta al passato, alle folli ricerche di felpe alla moda, di scarpe più "fescion": ci stavo per cascare…
"Imitare, imitare, imitare: si chiama adolescenza, Essere".
Continuiamo a camminare dietro alla Madre, gli occhi fissi sull'asfalto della strada.
"Ma vestirsi da metallare no?"
"Non sei tu stesso a dire che pure quella è una moda?"
"Vero…"
Non si vedono soluzioni all'orizzonte, solo un mare di pubblicità , truzzi, emo e poser, modelle di bellezza (bellezza? Insomma…) irraggiungibile che ci fanno impazzire; conformismo e omologazione sono all'ordine del giorno da millenni, come sfuggire loro? Senza contare che, ogni tentativo di anticonformismo diventa a sua volta una moda…L'Essere contempla il marciapiede stuzzicandosi la barba sfatta, nuovamente immerso nel suo usuale stato di apatia mista a menefreghismo, cosparso a sua volta con una buona dose di "testa tra le nuvole": per lui le vetrine che osservano ogni nostro passo non esistono, sono semplici finestre che danno su un mondo a lui sconosciuto.
Ed ecco l'illuminazione…
"Ma io non ho mai cercato d'imitare nessuno", esclama ad un tratto mio fratello, facendomi inchiodare di colpo.
…la grande verità …
…l'unica soluzione…
FREGARSENE.
Improvvisamente sono presa da
un'ondata di rispetto nei confronti della creatura al mio fianco: i capelli
senza forma sono impregnati di personalità , la barba è trasgressiva, gli
scarponi centenari sono l'esempio della lotta contro il consumismo folle, così
come il vestiario senza marca. Al mio fianco cammina
Forse c'è una speranza…
Guardo istintivamente la mia immagine riflessa in una vetrina, sussultando: è un po' di pancetta in più quella che vedo? Come farò con quella dannata prova costume?
Urge una dieta.
delirio diFos87
alle 09:39
del giorno: mercoledì, 21 maggio 2008
Grazie per i commenti (13)
delirio diFos87
alle 07:55
del giorno: sabato, 19 aprile 2008
Grazie per i commenti (3)
Rieccomi, appena uscita dalle tenebre di Storia della Filosofia.

Lo ammetto con somma vergogna: non mi sono mai fatta una canna in vita mia. Neanche un tiro piccolo piccolo, nemmeno un assaggio a fior di labbra: per me il magico e colorato mondo della cannabis rimane un mistero e, benché io sia consapevole di quanto sia deplorevole per me questa cosa (insomma, ma che razza di poeta maledetta sono? Dovrei prendere ripetizioni da Rimbaud), ho il vago sentore che questa ignoranza si perpetuerà a tempo indefinito. Questo perchè, anche volendo, l'introduzione di droghe leggere in casa mia sarebbe decisamente difficile, e paradossalmente non (solo) a causa della Madre: qui il nemico numero uno di ogni droga è, infatti, l'Essere. Quasi diciotto anni di nerdaggine allo stato semipuro, conditi da una buona dose di metallo, il tutto bagnato di (non troppo) abbondante birra; il costume di scena che ha concepito per suonare nel gruppo (e prima o poi parlerò pure di questo) è un incrocio tra un negozio di ferramenta, un abito da sera e un agglomerato di aggeggi da sexyshop.
Eppure basta che senta l'odore di una canna perché s'irrigidisca, senza contare il caso in cui l'effluvio in questione venga da qualcuno che conosce: allora è veramente capace di tenere su il muso per ore.
Immaginate quindi la sua reazione quando, per motivi che non starò qui ad elencare, la sua scuola (e anche la mia, fino a qualche anno fa), viene accusata di essere un covo di perdizione, dove la droga gira a fiumi, dove ad ogni angolo gli studenti rollano allegramente; un luogo sporco e senza controllo, un portone dritto dritto sull'inferno…
Sospetto che, dopo tali calunnie, il numero di iscrizioni sia aumentato in maniera esponenziale.
Comunque l'Essere torna a casa imbufalito, si siede senza neanche guardare il computer (sintomo di un qualche serio disagio psicologico) e prende a raccontare quanto esposto sopra, condendo i vari sproloqui rivolti al giornale responsabile degli articoli con esempi di altre scuole, messe molto peggio della sua. Tira fuori storie di cocaina, di baby spacciatori e simili; cita le risate di chi, leggendo il giornale, si è chiesto perché in quella scuola si divertano tutti tranne lui. Io ascolto e mi chiedo: ma la nostra scuola è (ed era) veramente messa tanto male?
Provo a prendere ad esempio un campione umano di mia conoscenza: l'Essere, Matteo "il Centauro" (vive sulla bici, la usa per andare ovunque e comunque; per lui coloro che non sanno andare in bici stanno un gradino sotto analfabeti e scarafaggi) e "9½" Fazio (non prende 9, non prende 10: sempre e comunque 9½. La cosa tragica è che non può neanche lamentarsi dei suoi voti, non senza rischiare il linciaggio di massa, almeno). Ora, li immagino dirigersi verso i famigerati bagni del secondo piano, sede di ogni perdizione (e dire che io sono rimasta al secondo piano per due anni, sono andata in bagno e non mi sono mai accorta di nulla), aria spregiudicata da veri duri (poi i capelli da barboncino dell'Essere, le guanciotte rosse del Centauro e l'aria da bravo ragazzo di 9½ aiutano proprio), i soldi della paghetta in tasca, mentre si avvicinano al più brutto e al più ceffo dei tizi in vista.
Il primo a parlare è l'Essere: si appropinqua con il suo tipico incedere da machoman, deciso.
"Ehm, salve, scusa se ti disturbo…"
Il tizio alza sposta gli occhi per un nano secondo su di lui, lo squadra dalla testa ai piedi e dice:
"Cazzo vuoi?"
L'Essere viene fermato appena in tempo da una reazione –potenzialmente suicida, vista la mole del tipo –contro l'interlocutore e 9½ prende la parola al suo posto.
"Scusa, non volevamo disturbarti, ma noi staremmo cercando…qualcosa".
"Che?"
"Ma sì…qualcosa…" ripete il fanciullo con aria più allusiva e vagamente ambigua; il brutto ceffo lo guarda per un attimo un po' stranito, prima di assumere un'aria schifata e accingersi ad andarsene.
"No aspetta!!!!Ci hanno detto di chiedere a te!!!" esclama il povero 9½, non rendendosi conto di star favorendo, con quelle parole, la fine di tutti loro; il tizio si ferma, si volta, una luce omicida in fondo agli occhi, e allunga un pugno grande come un badile sotto il mento del fanciullo.
"Chi è stato?"
"Ma non sei tu ad avere la roba?" interviene il Centauro e, a questo punto, la mia fantasia si rifiuta d'andare avanti: no, non è decisamente una scena credibile.
L'Essere va avanti nei suoi improperi, ma io non lo ascolto più: forse la nostra scuola non è messa male, su, se sono tutti come il campione umano da me preso in considerazione. Mi volto verso mio fratello, lo osservo e torno ai miei pensieri, vagamente sconfortata: forse avrei dovuto stare più attenta e approfittarne per provare almeno una volta, finché ero lì.
delirio diFos87
alle 10:35
del giorno: domenica, 03 febbraio 2008
Grazie per i commenti (11)
Gli esami non finiscono mai: ogni
giorno ci troviamo ad affrontare cose strane, nuove, incredibili.
Gli esami non finiscono mai: ogni
mattina devi alzarti e gettarti nel mondo.
Gli esami non finiscono mai:
è giunto il tempo di dare Filosofia della
Scienza…

No, non dite che è un esame come tanti, che in fondo prima o poi la materia un po’ più stronza capita a tutti; non potete capire questa situazione se non la vivete: Scienza è l’Esame, il terrore reso orale. Quando entro nell’aula 18 la paura è palpabile, si vedono ovunque foglietti sovrastati da occhiaie violacee dietro le quali, strizzando bene gli occhi, si scorgono volti bianchi e stanchi: è una guerra crudele quella contro la famigerata Antologia, contro De Finetti, Mayr, una guerra che toglie il sonno.
Oltrepasso la soglia come un fantasma in visita nella terra dei vivi: non ho speranza, io, sono già scolasticamente morta lì dentro, ma rimandare per la sesta volta non mi sembra il caso…Devo prendere il toro per le corna! E così la mia evanescente figura si fa avanti, pronta a portare consolazione nei cuori di chi ancora nutre qualche illusione…
“Evanescente? Tu?”
“Taci, Essere, non spezzare la poesia!”
Dicevo…? Già,
consolazione: in fondo chi meglio di chi è già bocciato in
partenza può riderci sopra? A nulla serve disperarsi su certe cose: ridi
e va’ avanti, perché la prossima volta sarà peggio.
C’è la quadriennalista per la quale
quello è il quartultimo esame, il ragazzo che va lì non troppo
sicuro –glielo si legge negli occhi –e che ci chiede quali domande
vengono fatte di solito,
Non possono continuare a lungo l’impari lotta con l’Esame, obbligatorio, difficile e, soprattutto, pesante come un piatto di peperonata prima di andare a letto.
No, Scienza non è
decisamente un esame come tutti gli altri, ma si pone piuttosto come
l’emblema massimo di tutti gli esami obbligatori, difficili e pesanti:
Scienza è il primo giorno di scuola dopo le vacanze, il
Scienza è prendere a scappellotti l’Essere perché studi Fisica e riesca, in futuro, a superare il test d’ingresso ad Ingegneria.
Scienza è entrare in una classe sapendo che vedrai chi non vuoi vedere.
Scienza andare a letto con la
prospettiva di doversi svegliare alle
Scienza sono le cose brutte che ci fanno paura e a cui non possiamo sfuggire.
"Darwin? Chi è Darwin?" esclamo tra una risata e l'altra, sventolando l'Autobiografia del suddetto, uno dei vari libri di testo; un cenno d'assenso passa da una testa all'altra, sempre più convinto, sempre più deciso e poi…Poi entrano loro, gli Assistenti; le risate di bloccano d'un tratto e gli occhi, sgranati, si spostano a seguirLi attenti, spasmodici: è arrivato il momento. Aspetto, guardo le teste cadere una dopo l'altra, attendendo la parola…
"Zambrano, avanti!"
…Eccola che arriva.

Mi avvicino al nemico, un individuo all’apparenza innocuo nella sua camicia azzurrina, il viso pacioso e l’espressione di chi non conosce perdono: ha già fatto fuori tre innocenti su quattro, le loro teste mi scrutano dal cesto, come ad invitarmi a raggiungerle. Lui guarda fuori dalla finestra mentre cerco invano d’inventarmi qualcosa e mi dico, improvvisamente impanicata, che negli esami bisogna saper inventare, che a contare è la fantasia...Non capisco dove sia andato a finire il menefreghismo di due secondi prima, cerco di recuperarlo disperatamente e lo sfioro, lo afferro proprio all’ultimo, mentre il mio capo si stacca dal collo.
“Bocciata”, annuncio fuori dall’aula a mia madre, al telefono.
“Su, visto che non è stato niente di terribile?”
Alzo gli occhi al cielo, squadrata da una futura vittima che ripassa nervosa e mi osserva. “Esaltante, pensavo di farlo un’altra volta, guarda”.
Silenzio e un: “Pazienza, sono fiera di te”.
“Cavolo, dovrei farmi segare più spesso”, rispondo, attenta a non mettere troppa cattiveria nella voce.
Rientro in aula vagamente delusa, forse inconsciamente speravo in un qualche miracolo...Bah, lo sapevo fin dall’inizio che in Scienza i miracoli non esistono.
Scienza è l’esame in cui vieni quasi sempre inevitabilmente sconfitto...
“
Quasi sempre.
delirio diFos87
alle 10:05
del giorno: domenica, 23 dicembre 2007
Grazie per i commenti (21)
Mi scuso per il ritardo spaventoso, ma l'università incombe...

Il rapporto fra le varie specie umane è qualcosa di affascinante, che permette di conoscere realtà più incredibili degli habitat sottomarini, dei grandi deserti, del parlamento italiano: per tutta la nostra vita veniamo inevitabilmente inglobati in un particolare gruppo –che sia questo più o meno chiuso, riconoscibile o no, anticonformista o “pecorone” –e questo gruppo viene inevitabilmente coinvolto in vicende di alleanze e guerre con le altre specie.
Questo è vero a maggior ragione se parliamo dei Metallari: è incredibile con quanta gente riescano ad essere in guerra, dagli onnipresenti truzzi agli emo, senza contare i conflitti intestini tra le varie branche! Ma, precisiamo, spesso e volentieri si parla di guerra fredda: armamenti pronti a sparare, puntati dritti sul nemico, battutacce sulla punta della lingua, occhiatacce scambiate di sfuggita e il tutto incredibilmente, paradossalmente, condito da una buona dose di tolleranza e sopportazione. Amore per la libertà d’espressione? Paura di essere linciati dalla maggioranza oramai fin troppo netta? Non lo so, dico la verità, non l’ho capito neanche in seguito alla conversazione con Andrea, consulente ufficiale sulla materia.
“Il Metal non discrimina, ma ingloba”, mi spiega al telefono, le parole accompagnate dal suono di Hide, la sua “bambina”, l’adorata chitarra elettrica; guardo perplessa la cornetta, poi segno pazientemente il tutto e attendo nuove perle di saggezza dal guru. Ed in effetti di informazioni ne arrivano parecchie, non tutte completamente assimilabili da una profana come me: sono storie di metallari convinti di portare avanti
Insomma, il Metal è un mondo indubbiamente strano, ricco di eccessi in tutte le direzioni contemplabili dall’occhio e dall’orecchio umano, di conflitti interni e guerre di fede, caratterizzato però da una caratteristica incredibile...
“Il Metal è solidarietà”, rivela il Disperato, mentre Hide continua a cantare
sommessamente; l’Essere mi osserva perplesso prendere frenetica appunti, lo sguardo per un attimo lontano dall’adorato computer, illuminato anch’egli a distanza dalla grande verità.
“Essendo un genere di nicchia per sopravvivere litigare non conviene proprio”, continua Andrea, e a questo punto entrano in scena i famigerati truzzi: questi esseri sono i nemici giurati dei metallari. Il truzzo medio è, in pratica, il frutto più puro della degenerazione della società: ignorante, pronto a seguire le branche più imbecilli della moda e, soprattutto, spesso e volentieri rissoso.
Scava una buca e buttaci dentro cinquanta truzzi: entro ventiquattro ore si saranno già ammazzati a vicenda. Scava una buca e buttaci dentro cinquanta metallari: entro ventiquattro ore avranno già organizzato un Beer’s Festival. Dice un tradizionale adagio metal, a porre una delle grandi differenze di base tra le due specie umane.
Quindi tutta questa solidarietà è puro istinto di sopravvivenza? A quanto pare sì.
Insomma, quello e l’abitudine a venir presi per satanisti, a venir bollati a colpo d’occhio, ad essere vittima di tutti i pregiudizi possibili; non ne siamo immuni neanche io e l’Essere, che metallari non siamo proprio e ci limitiamo ad ascoltare qualche gruppo così. Figuratevi che un tizio una volta mi chiese se, ascoltando io Metal, fossi una di quelli che vanno ai concerti dove i cantanti pisciano addosso al pubblico, stupendosi pure al mio declinare l’offerta di una canna: il Metal non è sesso e droga, in fondo? Morale della favola: quando vieni preso automaticamente per un cattivo ragazzo per colpa di una borchia, o ti adegui e diventi veramente tale, o vai avanti e impari a guardare gli altri con attenzione, senza dare per scontato nulla.
Ed invece il truzzo classico si aggrappa proprio allo stereotipo del metallaro, fa il buffone (e qui nasce un altro motivo di odio), cerca la rissa e spesso la trova, e non sempre con chi si aspetta: avete presente quando ho detto che, se il Metal diventasse di moda, tutti i truzzi diventerebbero pseudo-metallari? Bene, qualcosa del genere esiste di già, sono i famigerati “poser”.
“Poser!” prova a chiamare così un metallaro vero e andrai incontro ad una morte atroce. Il poser è colui che non vive il Sacro Metallo, ma si limita ad imitarlo: gira coperto di borchie, fa l’esperto (spesso a sproposito), eleva a simboli del vero Metal gruppi che farebbero accapponare la pelle ad ogni persona seria. Il poser prende lo stereotipo del metallaro e se lo appiccica addosso, suscitando il raccapriccio di coloro che amano realmente tale genere: Andrea spende nemmeno mezza frase a proposito, troppo disgustato per parlarne oltre.
Ora, se la cosa finisse qui sarebbero tutti felici: i truzzi avrebbero i loro capri espiatori e, probabilmente, ai metallari non rimarrebbe che aspettare che si elimino a vicenda con i poser, rendendo il mondo un posto migliore.
No, questo non è in contraddizione con la tolleranza prima professata.
È semplice senso civico, desiderio di fare il bene di tutti.
Comunque non va a finire così, se non altro perchè la società continua a sfornare mode assurde, reality e abomini vari; senza contare che insieme ai poser vengono presi di mira anche i metallari veri. L’unica speranza rimane quindi l’estinzione spontanea, neanche così lontana, secondo Andrea.
“La prossima moda di massa saranno gli emo, fidati”, mi assicura al telefono, con un senso di sollievo nella voce: esseri ancora decisamente raccapriccianti per il metallaro, troppo laccati, troppo vicini ai suoi nemici giurati, ma non così tanto. L’emo tipo ha dalla sua un cervello, focalizzato magari un po’ troppo sull’autocommiserazione, sul dolore, sul suicidio ecc, ma pur sempre un cervello.
“La sai l’ultima sugli emo?” esclama l’Essere di tanto in tanto, citando subito dopo una delle battutine che girano per il web: mi chiedo se avrà ancora il coraggio di uscirsene con certe frasi, quando questi avranno conquistato il mondo. Sospiro vagamente esasperata, alzo gli occhi dall’ennesimo libro e replico:
“E tu la sai l’ultima sui nerd?”
Ricca e meravigliosa è la natura umana.
delirio diFos87
alle 12:07
del giorno: domenica, 28 ottobre 2007
Grazie per i commenti (14)
Chiariamo subito una cosa: una volta che ti sei convertito al Metallo non puoi cambiare idea. Non puoi svegliarti una mattina e optare per la disco o per il pop o simili; il Metallo è una fede e Andrea –membro onorario dei Disperati da una vita –la diffonde con uno zelo che farebbe invidia a qualsiasi testimone di Geova: gira per la zona con il suo inseparabile I-Pod, pronto ad infilare un auricolare nell’orecchio di chiunque gliene dia l’occasione. Io e l'Essere non facciamo certo eccezione, e neanche le mie amiche, se per questo: lo dimostra la celerità con cui al primo incontro ha iniziato la povera Chiara agli X JAPAN, tentando inutilmente di fare lo stesso con Roberta, che ha fatto decisamente più resistenza. Siamo in piscina, mi volto un attimo e...
"Ascolta questi, ora".
...E lo sta facendo di nuovo: un auricolare del suo I-Pod nell'orecchio di Chiara, uno di quello di Chiara nel suo e in quello della Robi, a scambiarsi canzoni come figurine.
"Non mi piace: sembra un gatto agonizzante", replica la poverina, suscitando tutta una serie di espressioni scandalizzate nell'integralista, che si affretta a cercare altri bocconi da gourmet della musica da offrire, ancora scioccato dall'inconcepibile critica.
Ora, questa missione di tanto alta levatura morale non ha nulla a che fare con la "moda", con come ci si veste o simili (non ho mai visto una borchia addosso alla creatura in questione), tanto meno con il rimorchio (a meno che la fanciulla non sia appassionata del genere, considerando che di rado la scelta delle canzoni da offrire cade su testi romantici, o comunque più lenti), o peggio ancora con strani riti satanici come alcuni insinuano. No no, è un qualcosa che giunge dall'alto, che a volte sfocia in vere e proprie guerre di fede, scontri tra credo agli antipodi tra loro.
Un esempio più che evidente è il rapporto conflittuale tra metallari e "truzzi", vere e proprie razze umane divergenti; a casa nostra è bastata una canzone dei Finley nella play list per sfiorare la tragedia.
"Cos'è questa roba?" esclama Andrea scrutando il computer, una scintilla omicida che comincia a splendere in fondo agli occhi; l'Essere retrocede istintivamente, guardandosi intorno alla ricerca di una via di fuga. Sul divano ci sono io, intenta a studiare; gli occhi si fermano su di me.
"È di Lucia!" spiega il traditore, distogliendomi dalle pagine del libro; alzo gli occhi appena in tempo per vedere il metallaro voltarsi minacciosamente verso di me, fermato dall'Essere pentito.
"Renditi conto che noi non siamo integralisti come te! –sbotta disperato –Noi ascoltiamo anche pop!"
Andrea si blocca, ma per un paio di minuti continua a ringhiare minaccioso nella mia direzione.
Perchè questo odio, direte voi? Vi rispondo io: il truzzo medio vive essenzialmente in funzione della moda (particolarmente orrida in questi anni), delle mutande di D&G, palesando il più delle volte una spaventosa ignoranza su tutto lo scibile umano. Qualcuno dice, piuttosto sprezzante, che se la moda generale vertesse sul metal tutti i truzzi diventerebbero pseudo-metallari, e non sono sicura che non sia vero. Insomma, è una lotta fra due modi di vita, tra il seguire la massa ed il fregarsene di essa e delle sue convenzioni: messa così la guerra tra le due fazioni acquista decisamente più senso.
Ma ragazzi, di questo finirò di parlare la prossima volta, senza dimenticare l'eterno conflitto esistenziale con il magico mondo degli emo...
delirio diFos87
alle 22:13
del giorno: martedì, 25 settembre 2007
Grazie per i commenti (9)
Vi piace la politica? A me non molto: ha l'abitudine di rimanere sullo stomaco, una roba veramente indigesta.
Ciononostante io e l'Essere, forse a causa di un certo masochismo, ne parliamo continuamente; ora, il mio amabile fratellino ha opinioni troppo blande per i miei gusti, ma riusciamo ugualmente a trovarci d'accordo su qualche cosa:
L'8 settembre, poi, è comparso lui, Beppe Grillo e il suo V-Day.
"Hai intenzione di andarci?" mi domanda l'Essere, proprio mentre preparo l'esame di Medievale e sto guardando una delle mille cose che mi sembra di non ricordare; alzo appena gli occhi dal libro, sempre più stupita dal suo magico tempismo.
"No: non posso. Senza contare che Beppe Grillo non è che mi piaccia più di tanto..." rispondo. Chiusa lì. In fondo per fidarmi delle persone io devo conoscerle: come faccio a sapere che anche lui non predichi bene e razzoli male?
Poi, da quella testa di rapa che sono, scopro a che cosa serve il V-Day, ovvero a far passare una proposta di legge popolare che ha come punti portanti:
PRIMO: Nessun cittadino può candidarsi se condannato in via definitiva o in attesa di giudizio.
SECONDO: Nessun cittadino italiano può essere eletto per più di due legislature. Regola valida retroattivamente.
TERZO: I candidati devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Inizio a mangiarmi le mani per non essere andata a votare.
Ma questa storia ha un lieto fine: SI PUO' ANCORA VOTARE!!!!!!!!! Andate nel comune della vostra città e chiedete di votare! Ne va del nostro futuro: VOTATE!!!!!!
delirio diFos87
alle 14:24
del giorno: lunedì, 10 settembre 2007
Grazie per i commenti (11)
Consiglio, prima di leggere il mio nuovo post, di dare un'occhiata al sito
www.miodiosalvami.net/tm/giochi_ruolo.html:
sarà "illuminante".
Uno spettro si aggira per il
mondo –lo spettro del GdR.
Insomma, su questo tipo di giochi girano mille e mille calunnie, mille e mille falsità che svelerò per quelle che sono attraverso la mia cavia personale, l’Essere.
L’Essere –da buon nerd –è un vero esperto di giochi di ruolo, dal più classico D&D a Paranoia, passando per il Vagabondo Galleggiante e altri ancora; cerca di tenersi aggiornato in tutti i modi e di…emh…procurarsi i manuali dalle fonti più svariate, EManUeLE compreso.
Tutte le conoscenze acquisite in tal modo vengono, inevitabilmente, dirottate nelle sessioni di D&D di cui è Dungeon Master e condivise con Matteo, l’altro DM dei Disperati: girano parlando di “distruggere città”, “evocare divinità”, “creare questo o quel talento”, ma al di là di questo…al di là di questo rasentano la normalità.
Eppure tutti –dalla chiesa agli psicologi –vorrebbero i GdR come fonte di tutti i mali: alienazione, relativismo etico, SATANISMO, e questo solo a causa del perenne contatto dei giocatori con elementi legati all’occulto, o ad altre religioni. Caspita, eppure c’è di peggio che passare qualche pomeriggio intorno ad un tavolo, fingendo di essere qualcun altro: meglio fingere di fare del male che farlo sul serio, meglio stare in allegria correndo il pericolo del relativismo, che vagare senza meta.
C’è di peggio, specie se con te ci sono i Disperati.
Sia l’Essere che Matteo non sono proprio due “figaccioni”, né latin lover, né elementi dotati di un carisma trascinante; ciò nonostante riescono –chissà come –a memorizzare ogni dettame, ogni minimo cavillo presente nel regolamento, a sfruttarlo a loro favore e tirarne fuori situazioni deliranti per noi giocatori. In poche parole, hanno il “carisma del Master”, quello di fronte al quale noi umili servi ci inchiniamo e preghiamo per un minimo di clemenza, che però di rado arriva: rivolte in cui i nostri personaggi sono dalla parte sbagliata, omicidi, capi-mafia…Sui nostri poveri PG si rovescia di tutto.
“Il tuo personaggio viene travolto da un’ondata di coca-cola”, sibila l’Essere a Matteo (i due partecipano rispettivamente come giocatori uno all’avventura masterizzata dall’altro); l’interessato s’irrigidisce, abbassa gli occhi e vede il foglio che racchiude l’essenza del suo PG inondato dalla coca-cola. Gira la testa di lato, scorgendo il bicchiere di Sergi ancora riverso sul tavolo, gocciolante.
A volte anche letteralmente.
Dicono anche che uno dei rischi più gravi che si corre con i GdR –oltre il relativismo, onnipresente –sia il perdere la propria personalità in quella del PG.
“Giordano e Davide hanno deciso di ammazzarvi”, annuncia con un’espressione funerea Matteo, seduto vicino a Stefano; a casa ci siamo solo noi tre e io sto studiando: alzo lo sguardo dal libro, perplessa.
“Giordano e Davide hanno deciso di ammazzare te, Ale e Mattia –ripete, con l’aria di un prete che abbia violato il segreto confessionale –e questo potrebbe far saltare tutta l’avventura”.
Ci metto un po’ a capire che parla dell’avventura da lui masterizzata, a cui io non partecipo: a quanto pare Davide e Giordano hanno scelto due personaggi Caotico-Malvagi, praticamente psicopatici. Non che per Davide sia una novità: l’unica volta –era durante una gara di GdR, di quelle con le schede già pronte –che ha dovuto interpretare un PG buono è stato quasi male. Comunque, questi due PG, Acer e Ud, hanno deciso di far fuori Krathes (l’Essere), Alex (mio cugino Ale) e l’angelo Emoned (Mattia) per saccheggiarne i corpi; naturalmente non sanno che, dietro l’angolo, li aspetta un drago che non riusciranno mai a sconfiggere da soli.
Ecco, queste sono le tipiche situazioni del nostro gruppo di giocatori: mi spiegate come diavolo potremmo perdere le nostre personalità in gentaglia del genere? Naturalmente ci sono anche i casi estremi, ma è gente malata già di suo, senza i GdR: giocate, ragazzi, giocate!
A seguire metto i PG di quanti giocano nell’avventura dell’Essere: leggete e ricordate che siamo tutti bravi ragazzi!
IO = Armida. Mezza-Erinni, Legale-Malvagia, è un chirurgo rinnegato che porta avanti la ricerca scientifica ai suoi limiti estremi, disinteressandosi delle implicazioni etiche che ne conseguono. Per finanziarsi spaccia droga e, dimenticavo, ha contatti con la mafia.
MATTEO = Levskar. In teoria dovrebbe essere umano, un Legale-Neutrale mezzo psicopatico (?) che vuole uccidere Armida, dotato di un passato oscuro: entra in scena dopo che il monastero in cui viveva viene raso al suolo dalla Xerald Corporation (dove al tempo lavorava Armida). Sta per uscire di scena.
MATTIA/MATTEO = Koshiro. Umano, Legale-Neutrale (secondo me più tendente al Malvagio, comunque…), è un mercenario privo di scrupoli con una timidezza folle verso le donne. Fu abbandonato alla fine della prima parte dell’avventura, ma verrà tra poco ripreso da Matteo.
GIORDANO = Kruk il Toro. Umano, Caotico-Neutrale, è un barbaro che la Xerald ha reso alto più di tre metri, il tutto a causa di vari esperimenti concernenti la magia. Durante questi esperimenti, a cui è stata sottoposta tutta la sua tribù, sono morti molti suo compagni e altri sono divenuti deformi; nonostante i trascorsi tragici, è il PG più allegro del gruppo. Armida è molto affezionata a lui.
MATTIA = Amerexis. Umano (?), Caotico-Neutrale, è un cacciatore comparso da poco nel villaggio di Kruk. Non ricorda nulla del suo passato, l’unica cosa evidente è che, anche su di lui, sono stati fatti esperimenti magici. Fu preso all’inizio della seconda parte dell’avventura.
BRUGOLA = Muta-Forma (con lui non ha senso parlare di razza, dato che non si sa nemmeno che aspetto abbia), Neutrale puro. Quando il gruppo lo trova i gendarmi della città di Los stanno cercando, invano, di condannarlo a morte.
ANDREA = Fryandil. Umano, Caotico-BUONO, l’unico del gruppo! Vive di espedienti e si è rivolto ad Armida –pur sapendo di che cosa si occupa –per combattere un male più grande. Lui e la mezza-erinni non vanno, ovviamente molto d’accordo.
delirio diFos87
alle 21:53
del giorno: martedì, 04 settembre 2007
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